Tecnica:

VALUTAZIONE DEL RISCHIO VIBRAZIONI

Il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 187, "Attuazione della Direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all'esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni", interessa tutte le attività in cui i lavoratori sono (o possono essere) esposti a rischi derivanti da vibrazioni meccaniche durante il lavoro.
In questi casi il datore di lavoro, secondo le prescrizioni dell'art. 4 del citato provvedimento, è tenuto ad effettuare la valutazione dei rischi.
Tale valutazione consiste nella determinazione del livello di esposizione alle vibrazioni, per ciascuno dei lavoratori che faccia uso di macchine o attrezzature che producano vibrazioni.

Se tale livello risulta inferiore ai livelli di azione definiti dal provvedimento [2,5 m/s2 per le vibrazioni mano-braccio (HAV) e 0,5 m/s2 per le vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV)] il D.Lgs. 187/05 prevede che i datori di lavoro provvedano alla informazione ed alla informazione dei lavoratori (art.6 del D.Lgs n.187/2005).

Quando, invece, sono superati i valori limite di azione è necessario:

La valutazione dell'esposizione al rischio vibrazioni viene effettuata tenendo in considerazione le caratteristiche proprie dell'attività di costruzioni, coerentemente a quanto indicato nelle "Linee guida per la valutazione del rischio vibrazioni negli ambienti di lavoro" elaborate dall'ISPESL.
Secondo le disposizioni dell'art. 4 del D.Lgs. 187/2005 la valutazione dei livelli di vibrazioni meccaniche cui sono esposti i lavoratori viene effettuata utilizzando le informazioni disponibili presso la banca dati predisposta dall'Ispesl.
L'utente ha comunque la facoltà di utilizzare dati diversi (frutto di rilevazioni o misurazioni sia con riferimento ai tempi di esposizione che ai valori di accelerazione caratteristici delle macchine o degli utensili considerati.